Re: [Lab 12] Per la verità

26
Ciao @@monica

Provo a commentare, per me è difficile visto che è un giallo abbastanza “intrecciato”, nonché quelli che per me rappresentano ragionamenti  tecnici e perciò complicati.
Chiedo scusa se magari alcune mie osservazioni potrebbero non essere pertinenti.
Ti dico quello che io cerco in un giallo, che propenderebbe più verso un noir di scuola francese del quale lessi parecchio da ragazzo. I francesi sono dei maestri di atmosfera e ambientazione.
Secondo me il personaggio di Giorgia Feletti meriterebbe un po’ più di attenzioni nei suoi movimenti. Ha la fortuna di vivere a Firenze, che certo sarà anche cambiata da quando la vidi io di sfuggita negli anni Settanta, proprio in giornate di pioggia e certe atmosfere le ricordo ancora, pur avendo visto molto poco, purtroppo.
Giorgia vede la cupola del Brunelleschi dal bar e così io lettore vedo una bella cartolina; la farei passeggiare a fianco della chiesa, la giornata è di pioggia, l’acqua piovana ravviva i colori, accentua gli odori intorno. Mentre cammina pensando al caso affidatole farei sentire l’odore della pietra bagnata della piazza, la lucentezza del marmo bianco e verde della chiesa, l’odore del caffè e delle paste dei bar intorno, proprio questi odori frammisti in varie maniere che danno un rimando, un richiamo alla gioia, alla vita, a una giornata che si assapora anche per la novità e il caso che le è stato affidato da Paolini, considerando che Giorgia non si trova in un favorevole momento economico.

Dovresti mettere uno stacco quando Giorgia si reca a trovare Eva in carcere. Inserire almeno due righe descrittive dell’atmosfera del carcere, quello è un mondo completamente diverso dall’esterno. Le carceri hanno un odore particolare, come i collegi, le caserme, i monasteri. Corridoi, stanzoni di parlatorio, colori delle pareti azzurri, verdi o celesti, luce cupa. Eva, considerata la vita che faceva prima, è fuori posto in quell’ambiente ma momentaneamente inserita suo malgrado, abituata ma non rassegnata. Qualcosa di queste attribuzioni caratteriali dovrebbero trapelare oltre al fatto di non essere truccata.
@Monica ha scritto:
«Non lo faccio per i soldi. Mi interessa la verità.» 
Eva abbozza un sorriso beffardo: «Una vera santa…»
Anche se Giorgia vesse bisogno di soldi e sembrerebbe averne dalle parole di Paolini, Giorgia non dovrebbe toccare quell’argomento, non con Eva in ogni modo. Però fa piacere sentire un avvocato che si interessa della ricerca della verità. Infatti Eva non le crede.
@Monica ha scritto: «Le prove però dimostrano altro. L’uomo è stato strangolato con delle calze di seta e gli hanno trovato un perizoma conficcato nella gola. Su quegli indumenti c’è il suo DNA.»
Il DNA naturalmente viene preso a tutti i possibili sospettati di un delitto, anche se sono incensurati, per l’acquisizione e comparazione di prove e indizi sul luogo in cui avviene un determinato reato. Plausibile.

Poi su questo club Kamakore (bel nome) sulla lista clienti frequentatori che Paolini da a Giorgia e poi sulla lista aggiornata da Nesti mi sono venuti dei dubbi, avresti dovuto mettere qualche ulteriore particolare.
C’entra qualcosa Nesti?
E alla fine come fa Giorgia a capire che l’assassino è Paolini? Anche se Paolini si adopera per salvare Eva risulterà sempre che c’è un assassino sconosciuto a piede libero e non potrà dormire sonni tranquilli.
Giorgia si sta ancora basando su congetture, anche se poi risulteranno vere, eppure chiama la polizia.
Secondo me avrebbe dovuto aspettare un’ammissione di colpa da parte di Paolini.
Però l’intreccio di un giallo c’è tutto, con più spazio potresti aggiungere ulteriori scene.
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
(Apocalisse di S. Giovanni)

Re: [Lab 12] Per la verità

27
@Alberto Tosciri mi ha fatto un sacco piacere leggere il tuo commento che è di gran lunga più bello del mio modesto racconto.
Spero che un giorno capiterai a Firenze. Di sicuro non è più come la ricordi, ma penso che sappia ancora regalare delle belle emozioni a chi la visita.
Per quanto riguarda l’esercizio del “giallo” ho cercato di fare del mio meglio ma l’impresa di realizzare una buona trama con poche battute va ben oltre le mie attuali capacità anche perché mi sono focalizzata proprio sull’esercizio a mente chiusa senza valutare tutte le possibili sfumature e forme di un giallo.
È come se avessi appena imparato ad andare a spazzaneve e mi fossi addentrata in una pista nera.  Tant’è…  grazie del passaggio  :sss:

Re: [Lab 12] Per la verità

30
  ha scritto: Poeta ZazaDa investigatore so bene che una donna non potrebbe mai strangolare un uomo! L'ho spiegato anche a Zaza
  ha scritto: bestseller2020Non lo faccio di professione, ma ho all'attivo tante soluzioni di casi.... <3 però
Ciao @bestseller2020 

Scusa se ti rispondo  commentando nei commenti…non si dovrebbe fare, lo so. Ma qui stiamo investigando, spero di essere perdonata.
La prima tua affermazione mi ha scaturito un ricordo che mi ha spinto a fare una ricerca sul Web. Sapevo di tecniche di difesa dedicate alle donne, e infatti ho trovato questo:


La compressione esercitata sulle strutture nervose può provocare, specialmente in individui predisposti, turbe del ritmo cardiaco quali bradicardia e ipotensione (stimolazione del seno carotideo) o tachicardia e ipertensione (nervo vago) più o meno intense. È una zona vulnerabile perché a protezione delle strutture anatomiche contenute nel triangolo carotideo vi è un muscolo estremamente sottile (il platisma) a sua volta coperto da un sottile strato di cute e grasso sottocutaneo.
Basta poca pressione (ca. 300 mmHg) per causare lo svenimento in un maschio adulto, e questa pressione può facilmente essere esercitata anche da una donna su un uomo che sia il doppio della sua taglia.


Ho letto che ti diletti a investigare, ti consiglio di prendere in considerazione questa possibilità nel caso ti trovassi di fronte a un caso in cui la sospettata sia una fragile signora e il morto sia stato strangolato. La donna potrebbe aver frequentato una scuola di arti marziali!

Re: [Lab 12] Per la verità

31
ciao @Albascura

Albascura ha scritto: La compressione esercitata sulle strutture nervose può provocare, specialmente in individui predisposti, turbe del ritmo cardiaco quali bradicardia e ipotensione (stimolazione del seno carotideo) o tachicardia e ipertensione (nervo vago) più o meno intense. È una zona vulnerabile perché a protezione delle strutture anatomiche contenute nel triangolo carotideo vi è un muscolo estremamente sottile (il platisma) a sua volta coperto da un sottile strato di cute e grasso sottocutaneo.
Basta poca pressione (ca. 300 mmHg) per causare lo svenimento in un maschio adulto, e questa pressione può facilmente essere esercitata anche da una donna su un uomo che sia il doppio della sua taglia.


Ho letto che ti diletti a investigare, ti consiglio di prendere in considerazione questa possibilità nel caso ti trovassi di fronte a un caso in cui la sospettata sia una fragile signora e il morto sia stato strangolato. La donna potrebbe aver frequentato una scuola di arti marziali!
Ma questa è una eccezione e non la regola, che non considera la reazione dell'uomo e che non valuta i rapporti di forza..  ciao e grazie
Tratti di pioggia sopra Auschwitz. Tra oblio e orgoglio

Re: [Lab 12] Per la verità

32
Ciao @@Monica,
come sempre è un piacere leggerti, anche se questa volta l'esiguità dei caratteri a disposizione, per un genere che richiede molti intrecci, ha reso il testo, a mio parere, meno brillante del solito.

Soprattutto all' inizio temo che i vari tagli abbiano reso non proprio evidenti le successioni temporali, dall' autostrada, allo studio al bar, per esempio.
@Monica ha scritto:
Firenze è magnifica anche sotto la pioggia. Ai tempi dell’università, Giorgia frequentava la biblioteca delle Oblate; dal bar si gode di una vista impareggiabile sulla cupola del Brunelleschi. Un buon caffè l’aiuterà a chiarire le idee.
Mi piacciono gli inserti sulla città di Firenze nel racconto. Nella citazione però, passi dai ricordi, al passato, al tempo presente sulla vista che si gode dal bar e solo dopo si capisce che sta prendendo il caffè nel presente.
@Monica ha scritto:
Julian. È un purosangue arabo.» 
«Un nome originale
Secondo me, se qui scrivevi Giuliano, nell' immediato non era scontato il collegamento, ma nel finale, con la nuova lista dei nomi, il lettore poteva gustarsi la comprensione dell' indizio.

È vero, come ti hanno già fatto notare altri, che non fornisci prove concrete sullo smascheramento del colpevole, eppure lo fai intuire nel corso del racconto, anche se, per me, non ha senso che l'avvocato sostenga di dover consegnare le foto che lo ritraggono alla polizia, anche se indossava una testa di cavallo.

Nel complesso brava!
I caratteri erano davvero pochi per un giallo e tu sei riuscita ad elaborare una trama abbastanza complessa, senza penalizzare la traccia.
A rileggerti.
<3
Rispondi

Torna a “Labocontest”