Re: Labocontest n.5 - Discussione generale - Focalizzazione in terza persona

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Ilaris ha scritto: In buona sostanza, sarà che la focalizzazione immersiva in terza persona mi rimane ostica perché, oltre a non saperla usare, non mi piace? 
Non sono sicuro di aver capito la differenza tra focalizzazione immersiva esagerata e non esagerata, perdonami.
Nei miei romanzi uso sempre questo tipo di focalizzazione, ma sposto la telecamera, o il gufetto che dir si voglia, da un personaggio all'altro, anche soltanto al cambiare della scena. E però la quantità di focalizzazione non riesco a percepirla, probabilmente perché mi trovo spesso a disagio con i termini tecnici, come ho spiegato fin dall'inizio.
Nightafter ha scritto: mar set 20, 2022 6:16 pmQui lo scrivere non è più questione di forma corretta e di stile, ma richiede una formazione filosfica con tesi sulle teorie linguistiche di Saussure.
Ma no, lascia stare De Saussure: quello l'ho studiato a suo tempo (molto a suo tempo) ed era veramente ostico.
Non lasciarti fuorviare dai tecnicismi: in parole povere la storia è raccontata in terza persona da un narratore che sa tutto di un personaggio, ma solo ed esclusivamente di quel personaggio, mentre il narratore onnisciente, o a focalizzazione zero o comunque lo si voglia chiamare, sa tutto di tutti. È più facile così?
Fatti guidare dall'istinto, vedrai che non sbagli.
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Re: Labocontest n.5 - Discussione generale - Focalizzazione in terza persona

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     Salve a tutti.
Discussione molto interessante.
Mi è venuto un dubbio, però (che forse non è solo mio, a quanto leggo).
Sappiamo tutti che uno dei pilastri fondamentali (e più interessanti e avvincenti, se ben realizzati) della focalizzazione interna del narratore interno è il fatto che la vicenda viene raccontata dal punto di vista del narratore, sarebbe a dire secondo i suoi modi di vedere eventi, cose e persone, i suoi pregiudizi, i suoi bias, col suo lessico, la sua sintassi, ecc.
Ebbene, mi chiedevo: è legittimo un procedimento del genere nella narrazione con narratore esterno e focalizzazione interna? Se sì, fino a che punto? Non si corre il rischio che diventi – di fatto – un narratore interno con focalizzazione interna?

Re: Labocontest n.5 - Discussione generale - Focalizzazione in terza persona

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Riccardo73 ha scritto: Ebbene, mi chiedevo: è legittimo un procedimento del genere nella narrazione con narratore esterno e focalizzazione interna? Se sì, fino a che punto? Non si corre il rischio che diventi – di fatto – un narratore interno con focalizzazione interna?

Davvero non so se ho capito bene. Se ho capito, direi che quello che tu chiami "rischio" può accadere, ma per me non è un "rischio", bensì un evento normale. Se il mio personaggio PoV, quello su cui mi focalizzo, è uno che la pensa come me, il mio narratore alla fine può apparire esterno e interno contemporaneamente. Per me, va bene così. Non vedo nulla di strano o rischioso.
Il Sommo Misantropo

Re: Labocontest n.5 - Discussione generale - Focalizzazione in terza persona

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Persa nelle brume tecniche, brancolavo e solo a tratti tastavo qualcosa. Stoffa, a naso, genere milletasche. 
"E no! Se ti aggrappi scivolo! Attaccati ai rami, fa il piacere"
"Nightafter, sei tu?"
"Vienimi dietro, che almeno se ci perdiamo in due si abbozza una partitina a scopetta"
All'improvviso un frullo d'ali "Uh uh"
Il gufetto di Marcello.
Forse siamo salvi.
"Questo andava in Off Topic, Ala"
L'ombra di Poldo. Ha in mano uno scopettone, si avvicina minaccioso.
Va bene va bene, me ne vado. Era solo per alleggerire un po'.

Re: Labocontest n.5 - Discussione generale - Focalizzazione in terza persona

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Riccardo73 ha scritto: Salve a tutti.
Discussione molto interessante.
Mi è venuto un dubbio, però (che forse non è solo mio, a quanto leggo).
Sappiamo tutti che uno dei pilastri fondamentali (e più interessanti e avvincenti, se ben realizzati) della focalizzazione interna del narratore interno è il fatto che la vicenda viene raccontata dal punto di vista del narratore, sarebbe a dire secondo i suoi modi di vedere eventi, cose e persone, i suoi pregiudizi, i suoi bias, col suo lessico, la sua sintassi, ecc.
Ebbene, mi chiedevo: è legittimo un procedimento del genere nella narrazione con narratore esterno e focalizzazione interna? Se sì, fino a che punto? Non si corre il rischio che diventi – di fatto – un narratore interno con focalizzazione interna?
Penso che la risposta possa essere nell'equilibrio. Se il protagonista ha un certo lessico, e io sto scrivendo in prima persona, mi sento autorizzato a usare il suo lessico, magari anche con errori nella struttura delle frasi, slang etc. Se il narratore è esterno e la narrazione in terza persona, ciò non è più necessario, anche se la focalizzazione è interna, e allora personalmente protendo per un narratore trasparente, che non rubi la scena al personaggio e che si esprima in modo neutro, prendendo eventualmente in prestito di tanto in tanto espressioni del personaggio.
aladicorvo ha scritto: Persa nelle brume tecniche, brancolavo e solo a tratti tastavo qualcosa.
Ti capisco  :asd:

dyskolos ha scritto: Chissà se ci sarà un Labocontest sul far ridere :-)
Mi servirebbe, sono negato per i racconti divertenti - e sì che di persona sono estremamente ironico  :hm:

Re: Labocontest n.5 - Discussione generale - Focalizzazione in terza persona

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Quindi, ricapitolando se non ho capito male, focalizzazione interna con narratore esterno significa mostrare lo stato d’animo del personaggio, la sua visione delle situazioni utilizzando una terza persona (il narratore) Un po’ come un racconto in prima persona ma visto da fuori. Mah…
mi chiedo se il tutto non risulti più freddo e meno empatico. Ci si prova… 

Re: Labocontest n.5 - Discussione generale - Focalizzazione in terza persona

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@Monica ha scritto: Mah…
mi chiedo se il tutto non risulti più freddo e meno empatico. Ci si prova… 
Vedi che anima bella sei @Monica. Per me invece il fantasma più puzzoso è quella faccenda delle Leggerezze.
"Le piccole cose della vita che la rendono speciale... lo stato d'animo quieto e leggero"  
Tutto quello zucchero, ohibò! Sento i denti che si stanno cariando  :diavolo:

Re: Labocontest n.5 - Discussione generale - Focalizzazione in terza persona

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Questo è un argomento che, da brava novellina, mi sta mandando ai pazzi da un po'.
Io ho scritto un solo romanzo, da esordiente, che è ancora nel cassetto.
Ho scelto un narratore onnisciente (narrazione in terza persona) che conosce tutti i fatti e tutti i sentimenti e gli stati d'animo dei personaggi. (e già qui, è corretto?)
Il narratore si focalizza spesso su due personaggi in particolare (ma non solo), riportandone i pensieri e sentimenti, ma ho cercato di non renderlo troppo "immerso". Mi spiego con un esempio:

Esempio di immersione che ho evitato (profonda?):
Avrebbe fatto in modo che Tizia non sarebbe stata più in pericolo per colpa di quello stupido ragazzino.

Esempio di focalizzazione non troppo immersa che ho cercato di usare.
Avrebbe fatto in modo che, per Tizia, quel ragazzo non fosse più una minaccia.

Inoltre, quando la scena si sposta da un personaggio all'altro, per cui cambia anche la focalizzazione, ho adottato lo stacco del rigo in bianco citato in precedenza. Ma ho il dubbio sulle parti in cui, ad esempio in una scena d'amore, il narratore riporta le sensazioni e i sentimenti di entrambi i protagonisti. In sostanza, la focalizzazione ( immersione non profonda) si sposta da un personaggio all'altro. E' sbagliato?

Re: Labocontest n.5 - Discussione generale - Focalizzazione in terza persona

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@lelaa! ho l'impressione che tu abbia le idee un po' confuse, vediamo di fare chiarezza:
lelaa! ha scritto: mer set 28, 2022 10:29 amHo scelto un narratore onnisciente (narrazione in terza persona) che conosce tutti i fatti e tutti i sentimenti e gli stati d'animo dei personaggi. (e già qui, è corretto?)

lelaa! ha scritto: mer set 28, 2022 10:29 amInoltre, quando la scena si sposta da un personaggio all'altro, per cui cambia anche la focalizzazione,
se hai scelto il narratore onnisciente non c'è alcuna focalizzazione: il narratore racconta dell'uno o dell'altro personaggio, e anche di tutti due assieme, ma dall'esterno. Non entra nella testa dei personaggi, di cui conosce tutto, come tu stessa hai detto prima.
Se invece entra nella testa (e nel cuore) di un personaggio sei esattamente all'interno dell'esercizio proposto dal laboratorio: narrazione in terza persona, ma focalizzata su un personaggio. Lui ha una telecamera in mano (o un gufetto sulla spalla  :D  ) e tutta la scena viene osservata attraverso quella telecamera; se si trova in una stanza e ha davanti a sé una porta chiusa, per esempio, vede tutto ciò che c'è nella stanza, sente i rumori che provengono al di là di quella porta e può immaginare cosa stia accadendo, ma non lo sa finché non apre la porta. Se invece il narratore fosse onnisciente saprebbe con esattezza ciò che accade in quella e in tutte le altre stanze.
Se nel corso del romanzo quella telecamera passa nelle mani di un altro personaggio (staccando un rigo, come dici giustamente) allora la focalizzazione in terza persona è multipla ed è di volta in volta incentrata sul personaggio che adopera la telecamera.

Esempio:
Giorgio entrò nel salotto e si guardò attorno. Cos'erano quegli strani rumori che udiva al di là della porta? Sembrava che stessero scannando qualcuno; sentì un rivolo di sudore imperlargli la fronte...
stacco
Davide si bloccò con il coltello a mezz'aria e la ragazza legata sul tavolaccio mugolò cercando di liberarsi dal bavaglio. C'era qualcuno in salotto e si chiese come avesse fatto a entrare in casa, ma ora non aveva tempo per le domande: chiunque fosse aveva di certo udito il rumore e fra un attimo sarebbe entrato. Doveva prepararsi ad accoglierlo...
lelaa! ha scritto: mer set 28, 2022 10:29 amad esempio in una scena d'amore, il narratore riporta le sensazioni e i sentimenti di entrambi i protagonisti. In sostanza, la focalizzazione ( immersione non profonda) si sposta da un personaggio all'altro. E' sbagliato?
sì, è sbagliato: non puoi spostarti da uno all'altro all'interno della stessa scena; o la racconti da parte di lui o la racconti da parte di lei. Oppure, terza possibilità, la racconti dall'esterno e sei quindi nel narratore onnisciente (o focalizzazione zero che dir si voglia).
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Re: Labocontest n.5 - Discussione generale - Focalizzazione in terza persona

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Marcello ha scritto: sì, è sbagliato: non puoi spostarti da uno all'altro all'interno della stessa scena; o la racconti da parte di lui o la racconti da parte di lei. Oppure, terza possibilità, la racconti dall'esterno e sei quindi nel narratore onnisciente (o focalizzazione zero che dir si voglia).
Domanda: ma se descrivo la scena attraverso il narratore onnisciente, e il narratore conosce i sentimenti e gli stati d'animo dei personaggi, non possono essere raccontati e descritti per entrambi i personaggi dalla voce esterna del narratore? Forse anche io non so associare bene le definizioni agli strumenti che ho utilizzato, forse ho utilizzato una focalizzazione zero e non lo so  :hm: In effetti il mio narratore non parla con la voce del personaggio, diciamo, cosa che mi sembra di riscontrare negli esempi di focalizzazione che hai riportato. Anzi, dove mi ero accorta di essere caduta in questa situazione, ho reso le descrizioni dei sentimenti e dei pensieri più "distaccati". 
Vabbè, ho capito che con l'editing ci sarà da divertirsi....  O_-
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