Adelaide J. Pellitteri_La figlia italiana_Recensione di CdM

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Titolo: La figlia italiana
Autore: Adelaide J. Pellitteri
Editore: Pav
Pagine: 270
ISBN: 979-1259732378
Genere: romanzo di formazione
Formato: ebook, cartaceo
Prezzo: ebook 2,99 - cartaceo 15,00

Trama
Simona fa l’insegnante e non è felice. Quando era ancora solo un’adolescente i suoi genitori divorziarono a causa di una proposta di lavoro ricevuta dal padre; Simona incolpa il padre di averla abbandonata per andarsene a Parigi e di non averla mai più cercata e incolpa la madre di averla abbandonata con il suo disinteresse.
Ci sono tante cose che Simona ignora a dimostrazione del fatto che figli vivono, sentono e giudicano osservandosi reciprocamente da livelli del tutto diversi e paralleli, ma che non si incontreranno mai.
La telefonata di un notaio da Parigi obbliga Simona a partire e a scoprire che dietro alle decisioni di suo padre e, persino di sua madre, si nascondevano cose che lei non avrebbe mai potuto immaginare che le erano state tenute nascoste con l'intenzione di proteggerla. Simona avrà la possibilità di perdonare i genitori e anche se stessa e permettersi di sentire di nuovo, la coglierà?

Recensione
La storia di Simona parla d'amore e di un viaggio doppio: da una parte ci si muove tra Milano e Parigi; dall’altra si viaggia tra l’infanzia e l’età adulta, passando per delusioni, malintesi e tanta amarezza.
Mi sarebbe piaciuto vedere la narrazione rovesciata e leggere della lotta per essere felice, le piccole soddisfazioni di Simona, i sospiri, magari stentati, di un cuore poco avezzo ad amare e a essere amato. Credo che in questo modo la narrazione ne risulterebbe alleggerita, ma anche che la solitudine estrema e l’immaturità emotiva della protagonista diventerebbero ancora più centrali ed evidenti, ma lo farebbero senza farsi notare.
I personaggi e le ambientazioni sono caratterizzati bene e si distinguono anche sul piano emotivo collegandosi agli stati d’animo della protagonista e agli stadi della sua evoluzione.
La lingua è fluida e curata, si sentono bene la ricerca lessicale e stilistica fatta dall’autrice; solo in un paio di occasioni compaiono alcune espressioni familiari che escono un po’ dal tracciato perdendo il contatto con lo stile generale dei dialoghi.
In conclusione trovo che la figlia italiana sia un romanzo scritto bene, curato, amato e sentito che coinvolge il lettore sia come trama che a livello emozionale. 
Il messaggio finale è di speranza e di rinascita e questo consola.
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