L'improvviso

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L'improvviso


Si è presentato prepotente:
senza bussare,
e la tua porta non è  bastata
a tenerlo lontano da te.

Finita a pezzi assieme agli stipiti
al cemento con cui era fissata,
salda e fiera, 
alle ossa della tua casa.

In un rombo stavano i suoi passi
tra il  tintinnio di vetri e di oggetti di casa;
nella forza possente con cui rimestava
le viscere della terra.

Dai dolci sogni ti ha strappato, 
agli schiamazzi di figli e di lei, chiuso 
buttato per strada senza neanche un secondo
per raccogliere le tue gioie.

Non hai più una tana, una vita, un amore,  
ma solo tanti ricordi,  che ti assalgono, ora,
mentre vaghi tra le polveri e le pietre
le uniche che si sono salvate
al suo passaggio.
Tratti di pioggia sopra Auschwitz. Tra oblio e orgoglio

Re: L'improvviso

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Ciao @bestseller2020 

Temo di avere un debole per i versi malinconici che trasmettono sia dolore che impotenza, so che può essere un accostamento insolito alla meraviglia, ma è una sensazione che mi accompagna spesso. 
bestseller2020 ha scritto: alle ossa della tua casa.
Questo verso è uno dei motivi per cui la poesia, di fatto, mi è piaciuta. La scena che si era creata nelle mente è d'un tratto mutata, pelle ed edificio si sono miscelati assieme in un modo macabro e marcato. Ho proprio immaginato una persona fatta sia di pelle che di mattoni, molto spesso siamo sia il nostro corpo, e tutto ciò che comporta con esso, e sia il contenuto di certe costruzioni e certi mattoni. 
bestseller2020 ha scritto: In un rombo stavano i suoi passi
tra il  tintinnio di vetri e di oggetti di casa;
nella forza possente con cui rimestava
le viscere della terra.
L'improvviso qui sembra un terremoto che scuote ogni cosa, forse nell'immagine c'è davvero, forse è in senso metaforico, ma già che ci si pone la domanda è per me un bel risultato. Ci ho visto più cose in una, la poesia sa essere un ottimo "recipiente" per plurime manifestazioni, mi affascina anche per questo.
bestseller2020 ha scritto: mentre vaghi tra le polveri e le pietre
le uniche che si sono salvate
al suo passaggio.
Rimangono solo macerie. Polvere e pietre. Non è più niente, eppure significa tutto. 

Spero di essere stata utile, a presto.
Aras Bauta

Re: L'improvviso

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bestseller2020 ha scritto: Si è presentato prepotente:
senza bussare,
e la tua porta non è  bastata
a tenerlo lontano da te.
La prima quartina comunica un senso d’inquietudine. Chi si è presentato alla tua porta ed è entrato senza bussare?
È interessante l’uso della seconda persona singolare. Non si parla di un evento che colpisce personalmente il poeta ma viene vissuto dallo scrittore come se fosse un cronista o un testimone di un accadimento sinistro.
bestseller2020 ha scritto: Finita a pezzi assieme agli stipiti
al cemento con cui era fissata,
salda e fiera, 
alle ossa della tua casa.
In questa quartina il verso pregevole e molto poetico è la similitudine della casa con le ossa. Già si comincia a mettere a fuoco un evento preciso e anche la prima quartina acquista una luce diversa.
bestseller2020 ha scritto: In un rombo stavano i suoi passi
tra il  tintinnio di vetri e di oggetti di casa;
nella forza possente con cui rimestava
le viscere della terra.
A questo punto é chiaro che colui che è entrato senza bussare è il terremoto ben rappresentato dal “rombo” dei suoi passi e dagli altri eventi collaterali.
bello quel “rimestare le viscere della terra”
bestseller2020 ha scritto: Dai dolci sogni ti ha strappato, 
agli schiamazzi di figli e di lei, chiuso 
buttato per strada senza neanche un secondo
per raccogliere le tue gioie.
In questa quartina torna di nuovo il cronista un narratore che racconta i fatti accaduti di notte. La parola schiamazzi non mi soddisfa troppo penso che grida sarebbe stata più centrata e potente considerato anche che in questo caso vince la narrazione sulla poesia.
Raccogliere le tue gioie mi fa strano come espressione. Cosa intendi per gioie? (I suoi cari? Gli affetti? I gioielli nel senso materiale di cose a cui tiene?) 
bestseller2020 ha scritto: Non hai più una tana, una vita, un amore,  
ma solo tanti ricordi,  che ti assalgono, ora,
mentre vaghi tra le polveri e le pietre
le uniche che si sono salvate
al suo passaggio.
Molto forte la chiusa con tutto il dolore e il senso di smarrimento che trasmette (quasi una prosa poetica in questa quartina).


Non è facile trovare la poesia in eventi tanto drammatici. In questa tua proprosta ci trovo due velocità. Una sorta di “ode” al potere distruttivo della natura nelle quartine in cui il terremoto è protagonista, una cronaca un po’ distaccata nelle altre due quartine in cui il narratore osserva “dal buco della serratura” gli eventi e li descrive, ma il carico emotivo ne soffre un po’ proprio perché le emozioni e il dolore vengono raccontati e non vissuti (per fortuna) sulla propria pelle.
Alla prossima!  :libro:
@bestseller2020
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