[Agenzia] Walkabout Literary Agency

1
http://www.walkaboutliteraryagency.com

Buongiorno a tutti. 
Chiedo scusa se il modo o la categoria non è corretta, ma pur leggendo per bene l'argomento: "Come aggiungere una discussione sulle agenzie" ed essendo questo bloccato, provo a raccontare la mia esperienza con l'agenzia qui, ben pronto a spostare il tutto nel luogo corretto, se questo non fosse.

Mi riferisco all'Agenzia Walkabout: sul Writer's Dream era talmente ben presentata che mi ha convinto ad avvicinarmi ad essa, proponendo il mio progetto editoriale. 
Trattasi di una costruzione di tre racconti su alcuni argomenti "pesanti": omosessualità, amore e cancro. I tre narratori si incontrano in un luogo e in un momento "minimo comun denominatore" e le tre vicende hanno una chiusura piacevole, dopo un classico momento di spannung.
Scrivo all'agenzia, seguendo i consigli del WD, invio il dattiloscritto da valutare, una breve Bio dell'autore, la sinossi e la contabile del bonifico effettuato. Correttamente, ricevo una mail di ricezione del materiale dove viene scritto: “Siamo sicuramente interessati a valutare il suo romanzo anche se riceviamo ogni giorno diverse proposte come la sua e non riusciamo a considerare le proposte con la giusta professionalità.  Per questo motivo, la nostra agenzia si è dotata di un servizio di valutazione testi che analizza romanzi, raccolte di racconti, saggi e narrativa per giovani lettori. La scheda che rilasciamo analizza tutti gli aspetti tecnici del testo e argomenta la nostra valutazione attraverso 4/7 pagine. Nel caso la scheda risultasse positiva, sarà nostro interesse proporle di essere rappresentato da noi e non ci saranno ulteriori costi da affrontare se non la percentuale di agenzia sui contratti chiusi.” Arriva la fattura a me intestata: tutto ineccepibile. Dopo i 70 giorni arriva la scheda, 9 pagine dattiloscritte dove il mio testo viene magnificato, anche se alcuni personaggi non vengono realmente letti per quello che sono, ma ciò mi fa meditare che il testo andrà rivisto, se alcune sfaccettature vengono travisate e, dalla seconda pagina mi emoziono convinto di aver trovato l’agenzia che mi avrebbe SICURAMENTE rappresentato, visti i commenti. Poi, la caduta:Alcune osservazioni non mi sono chiare (si parla di un "tentativo di emulazione" e un riferimento: Febbre di Bazzi, libro e autore che non conosco) e "in molte occorrenze l'istinto prevale sui tentativi di imitazione") anzi, sono convinto del contrario, essendo in me molto chiaro che scrivo senza copiare (leggi emulare) nessuno, soprattutto chi non conosco. La cosa, naturalmente, mi indispettisce, ma anche mi lusinga: se la scrittura è simile a qualcuno che ha già pubblicato, allora sarò pubblicabile anche io, no?
Sulla stesura, viene letto come errore il cambio di stile tra un narratore e l’altro (in realtà fatto apposta: sono tre persone diverse) e mi viene posto come esempio un elenco che i tre fanno, ognuno con metodologie diverse (frutto di uno studio accurato, per far capire al lettore che ognuno dei narratori ha un suo tipico nervosismo o mania e un diverso modo di appuntare). Siccome la lettura, però, mi elenca vari punti di forza, e poche mancanze, sottolineo con un evidenziatore giallo tutto il positivo, e in arancione tutto ciò che è da modificare, curare, aggiustare. Arrivo a metà della valutazione che sono sempre più convinto che sarei stato preso in scuderia…
Invece no: ad un certo punto, come se il file fosse stato preso da altre mani, viene sommariamente conclusa la valutazione, sbagliando alcuni cenni sui personaggi, e liquidandomi con una chiusa senza la corretta punteggiatura, che pare più un copia e incolla standard:
*editato dallo staff*
Ora, a me va bene tutto, sono qui per imparare. Ma quel “Lavorando d’abitudine con la media e grande editoria” mi fa una male bestia.
Sono un animale che non si arrende mai… Scrivo una mail, così, di getto:
Buonasera Signora Biancatelli
grazie per la scheda di valutazione, che leggerò con attenzione. Mi voglio prendere un momento per ponderare tutti i consigli. Alcune osservazioni non mi sono chiare (si parla di un "tentativo di emulazione”) ma non è su questo, che vorrei confrontarmi, piuttosto sulla chiusa, sul risultato: speravo, naturalmente, che voleste rappresentarmi, per crescere. Per avere un occasione. Mi permetterò di chiamarla, non appena avrò chiara tutta la vostra valutazione, al di là dell'emozione del momento. Un grazie sottolineato, per l'attenzione e la lettura, cordiali saluti, ecc ecc”.
Poi, non contento, ne scrivo un’altra, dove non commento le correzioni, bensì i momenti (molti) di commento positivo;
concludo con: “Certo: v’è ancora molto lavoro da fare; Non dico di no: me lo ha fatto notare e lo accetto; Lei ha deciso, con una dolorosa sentenza: lavorando d’abitudine con la media e grande editoria, (…) “ É una frase dolorosa, che non credo di meritare; anche se così fosse, vorrei avere l’occasione, da chi e con chi ha saputo risuonare come uno strumento perfettamente intonato alle mie parole, di poter fare quel percorso di cui parla nelle interviste. Ho pensato che l'agenzia avesse un nome omen: come un adolescente, ho intenzione di intraprendere quel viaggio iniziatico che gli aborigeni intraprendono per diventare uomini, ma soprattutto per essere accettati dalla comunità. Ho intenzione di avviarmi verso quel cammino, per conoscere, scontrarmi con la realtà editoriale, trovarmi in disaccordo, accettare, imparare, promettere, arrivare, ed essere accettato dalla comunità. Se Walkabout assume la rappresentanza dei miei progetti, si troverà a percorrere quel cammino con me: sono pronto a mettermi in gioco,
guardare ognuno dei miei testi obiettivamente, accettare i consigli e maturare con essi, per raggiungere quelle vette che sono, come mi ha fatto dolorosamente notare, le vostre: la media e l'alta editoria. Voglio partecipare, perchè voglio crescere, imparare a farlo, come ho fatto le cose che mi hanno portato qui: con motivazione, resistenza (Vorrei usare un termine, resilienza, che, purtroppo, in questo periodo va per la maggiore, ma non lo farò, perchè voglio pensare che assieme a voi il cammino sarebbe più facile. Per questo, le chiedo di rivedere la parte finale della scheda, quella in italico, e offrirmi il palmo della sua mano; oppure glielo offro io: “Andiamo?".

La risposta è stata ancora più raggelante, e non vi voglio annoiare.
…e niente: questa è stata la mia esperienza con Walkabout.
So che devo imparare qualcosa, so che devo mettere mano al testo e sottolineare qualche comportamento per caratterizzare ancora più i miei personaggi. Ma so di saper scrivere, e questo incidente non mi ferma.

Mi sento come quando esci a cena con un ragazzo che ti piace moltissimo, e al momento dei saluti ti dice che non ti ha trovato interessante e che quindi… niente.

Re: Agenzia letteraria Walkabout

2
@toyTony Runo 

Mi dispiace per la tua esperienza deludente.

Mi permetto di far notare che, al di là di tutto, l'errore di base è chiedere una valutazione a pagamento. Si tratta quasi sempre di una scelta sbagliata e fallimentare in partenza, perché l'autore si iscrive automaticamente nella categoria degli "aspiranti", dei tanti che pagano per essere valutati (e per essere nel 99% dei casi cestinati). Pensare di raggiungere la rappresentanza pagando un servizio editoriale è una pia illusione. Le agenzie lasciano intendere che esiste quella possibilità, per indurre gli esordienti ad acquistare il servizio, vendendo un'illusione, ma è una possibilità puramente teorica. In pratica, le agenzie non fanno scouting attraverso quel servizio di lettura, ma tramite altri canali. Soprattutto quelle che "lavorano con la media e grande editoria", per l'appunto. 
Le regole del cavaliere

Re: Agenzia letteraria Walkabout

3
@toyTony Runo Concordo pienamente con quanto detto da @Wanderer. Capisco che tu sia alle prime esperienze di confronto col funzionamento dell'editoria, ma se hai fatto parte del WD sai anche che le cosiddette agenzie di rappresentanza sono, tranne pochissime, venditrici di servizi, loro vero e unico obiettivo. Il tuo percorso con costoro è quello classico: valutazione che evidenzia i punti di forza, ma esalta quelli di debolezza, per spingerti a commissionare un costoso editing in vista di fantomatici contratti con editori eccellenti. Intanto, il loro primo scopo l'hanno raggiunto: incassare a fronte di una scheda di valutazione. Diciamo che ti sei pagata un'esperienza che può diventare positiva se basta a tenerti lontano da altri tentativi della specie. 
Mario Izzi
2025 - Sopravvissuti
(in)giustizia & dintorni
[/De gustibus non est sputazzellam (Antonio de Curtis, in arte Totò)]

Re: Agenzia letteraria Walkabout

4
Difficile aggiungere altro a quanto già scritto sopra. Mi spiace che ti sia sentito scartato per la valutazione del tuo lavoro, bisogna aver chiaro che non sempre hanno bisogno di nuovi scrittori, ma di certo hanno sempre bisogno dei soldi che i nuovi scrittori sono disposti a dargli.
Non conoscendo il tuo manoscritto non posso certo permettermi di valutarlo, ma non si può neanche pensare che basti pagare qualche centinaio di euro per essere pubblicati da una big e le critiche vanno sempre accettate. Del resto potresti anche aver scritto un'eccellente raccolta di racconti e, semplicemente, non gli interessa il genere (ovviamente non te lo direbbero mai, altrimenti tu andresti a dire in giro che non gli interessa quel genere e non incasserebbero soldi da altri utenti).
Il punto è chiedersi se hai mai avuto una possibilità rivolgendoti a loro e, purtroppo, i dubbi rimangono. Mi pare di ricordare che qualcuno anni fa su WD diede un risposta positiva in tal senso, ma non ci metterei le mani sul fuoco.
Io quello che ho capito dell'editoria è che se non sei famoso o non hai scritto qualcosa che vende tantissimo è meglio che cerchi la soddisfazione in concorsi e case editrici piccole, ma di qualità.

Re: Agenzia letteraria Walkabout

5
Cheguevara ha scritto: Intanto, il loro primo scopo l'hanno raggiunto: incassare a fronte di una scheda di valutazione
Anche ne avessero un secondo, cioè di fare scouting per poi guadagnare sulle percentuali dell'autore, questo richiederebbe un investimento di tempo non indifferente. Perché mai sbracciarsi per un esordiente quando hanno già fatto cassa? La dinamica è affine a quella della EAP: una volta che l'editore si è già ripagato delle spese sin dall'inizio, perché dovrebbe perdere tempo a promuovere il libro? Magari potrebbe guadagnare qualcosa in più, ma non è motivato a provarci. Ovviamente, rispetto alle EAP, le agenzie non si precludono in assoluto la possibilità di rappresentare qualcuno, se individuano un forte potenziale economico. Ma il loro è sempre e solo un fine economico: non hanno alcuna visione romantica della letteratura né del "fare cultura". 
Ultima modifica di Wanderer il mer feb 02, 2022 8:35 pm, modificato 1 volta in totale.
Le regole del cavaliere

Re: Agenzia letteraria Walkabout

6
@Wanderer Non tutte le agenzie pensano a non  precludersi la possibilità di rappresentare qualcuno, perché sono un'esigua minoranza quelle che prevedono, tra l'altro, la rappresentanza. Tra quest'esigua minoranza, quelle che puntano davvero alla rappresentanza si contano sulle dita di una mano. Questa è la triste realtà. 
Mario Izzi
2025 - Sopravvissuti
(in)giustizia & dintorni
[/De gustibus non est sputazzellam (Antonio de Curtis, in arte Totò)]

Re: Agenzia letteraria Walkabout

7
Cheguevara ha scritto: @Wanderer Non tutte le agenzie pensano a non  precludersi la possibilità di rappresentare qualcuno, perché sono un'esigua minoranza quelle che prevedono, tra l'altro, la rappresentanza. Tra quest'esigua minoranza, quelle che puntano davvero alla rappresentanza si contano sulle dita di una mano. Questa è la triste realtà. 
Il punto è che ormai le agenzie funzionano esattamente come gli editori di fascia medio-alta: gli invii spontanei non vengono presi in considerazione, perché le selezioni dei nuovi autori avvengono tramite altri canali. Questo vale sempre più per TUTTE le agenzie, comprese quelle che offrono solo rappresentanza e non fanno pagare la valutazione. Dunque, qual è la differenza - in termini di possibilità di successo - tra l'invio spontaneo all'agenzia e quello all'editore di qualità? Sostanzialmente nessuna. La sola differenza è che l'editore non fa mai pagare per valutare il manoscritto, che spesso nemmeno legge, e regala gratis l'illusione all'esordiente (anche perché sa che spesso l'esordiente è un suo lettore). L'agenzia invece sempre più si fa pagare per vendere un'illusione, con la scusa di offrire una valutazione più o meno "professionale" (e spesso non lo è, perché alcune agenzie assegnano questi compiti di bassa manovalanza a qualche tirocinante). In realtà all'autore della valutazione non potrebbe fregar di meno, perché acquista quel servizio solo con la speranza della rappresentanza. A questo punto, alcuni editori si potrebbero fare furbi, e offrire direttamente dei servizi di valutazione a pagamento, con certezza di risposta, e senza intermediari... se non lo fanno, è solo perché non vogliono sporcarsi le mani con il "vile denaro", e lasciano il lavoro sporco alle agenzie. 
Le regole del cavaliere

Re: Agenzia letteraria Walkabout

9
Cheguevara ha scritto: @Wanderer Un'altra differenza è che, sic stantibus rebus, rivolgersi a un'agenzia, oltre che oneroso, è per l'autore un modo di allungare i tempi per giungere a un'eventuale pubblicazione.
Sì, ma se lo scopo di un autore non è pubblicare a tutti i costi, ma pubblicare solo con certi editori, di fatto i tempi sono comunque biblici (perché, a prescindere, alcuni editori hanno il catalogo pieno per i prossimi due o tre anni). Per il resto, le dinamiche delle agenzie sono terribilmente statiche, e non hanno nulla di dinamico. In questi giorni ho scoperto l'esistenza di una nuova realtà, che rappresenta una possibile alternativa, e che sto per testare.
Appena ne saprò parlare riferirò nel forum. 
Le regole del cavaliere

Re: Agenzia letteraria Walkabout

10
toyTony Runo ha scritto: *Editato dallo staff*
Questa è davvero la classica risposta standard. Quel "allo stato attuale" mi richiama il "al momento" riportato in un'altra discussione qui, solo pochi giorni fa, di cui l'autrice si chiedeva il senso. È evidente che non c'è un senso, è una frase formulata un po' come alcuni commi astrusi delle nostre leggi. "approssimazioni e inesperienze" di solito è più comunemente reso con "ingenuità" (che è se possibile ancora più ambiguo). Il "mancato rodaggio" però non l'avevo mai trovato (forse cercano di essere originali  :asd: ). Io due anni fa ho ricevuto una risposta quasi identica da un'agenzia di terz'ordine (il cui unico pregio era la valutazione gratuita) che ha ammesso candidamente di aver letto solo qualche capitolo qui e là.
Di Walkabout ho sentito parlare bene, ma, come per le altre agenzie famose, non conosco nessuno che sia stato accettato su invio spontaneo. A volte organizzano giornate di incontro (pitch-day) dove si deve passare una selezione solo per poterci parlare cinque minuti, percorrendo magari centinaia di chilometri...
Come ti ha detto qualcuno, la possibilità di scegliere un autore tra chi usufruisce dei loro servizi di valutazione è lasciata aperta, ma a meno di non aver scritto il romanzo del secolo (qualcosa di veramente straordinario e geniale) è probabile che diano lo stesso responso a tutti. Non vanno in cerca di uno scritto buono/interessante, ma di uno che si possa vendere facilmente (di solito perché l'autore è già noto o ha solidi sostegni alle spalle)
toyTony Runo ha scritto: Ma so di saper scrivere, e questo incidente non mi ferma.
Ci mancherebbe, bisogna solo farci il callo  ;) Grazie per aver condiviso la tua esperienza!
Non sono un visionario. Mi professo un idealista pratico. (Gandhi)
Qualunque sia il tuo nome (HarperCollins)
La salvatrice di libri orfani (Alcheringa)
Il lato sbagliato del cielo (Arkadia)
Il tredicesimo segno (Words)

Re: Agenzia letteraria Walkabout

11
@toyTony Runo, ho dovuto editare il tuo post perché (chi ci segue già dai tempi di WD lo saprà), per motivi di privacy, evitiamo che vengano inseriti testi completi o stralci di parti terze, anche se dovessero essere "standard".
Ho anche inserito il link all'agenzia come andrebbe fatto da regolamento ("Come inserire una CE o un'agenzia letteraria", che non è modificabile, perché è una regola, ma spiega, appunto, il "come fare"  ;) )

Re: Agenzia letteraria Walkabout

12
@Wanderer , @Cheguevara , @Silverwillow , grazie per i vostri preziosi commenti. Davvero: a volte ci si sente soli; un segnale fa piacere, e nel vostro caso è educativo.
Come tutti, sto provando varie strade: invio del manoscritto direttamente alle CE, aspettare che scocchi la mezzanotte dell'ultimo del mese perchè si apra lo Stargate per uploadare il materiale alla Vicky Satlow, andare ai B2B della Panini e della De Agostini al Salone del Libro di Torino, sopportare l'essere trattato dal alto al basso dalle impiegate di BAU al Lucca Comics... Insomma: provare a pagare per avere una lettura professionale mi sembrava un esame da fare, per avere un opinione (credevo) super partes, visto che In Real lavoro ogni giorno in un ufficio dove si tratta di cose tecniche e se qualcuno paga per avere un nostro responso o consiglio, ci adoperiamo in 4 per farglielo avere il più professionale possibile, non certo adoperando dei Ctrl-c Ctrl-v.
Non pensavo, questo no, "pago e quindi avrò una via preferenziale verso una rappresentanza" ma ovviamente, dopo 9 pagine di belle cose, anche se poco attendibili, perchè i personaggi non erano stati "letti" nella giusta maniera, sentirsi stracciato perchè evidentemente poco professionale, un po' male, un poco lo fa. MI aspettavo, semmai, una lettura davvero attenta e un giudizio costruttivo. Quando ho chiesto chiarezza, sono stato liquidato per la seconda volta. 
P.S.: Il "Mancato Rodaggio" mi ha fatto di molto incazzare.

Re: Agenzia letteraria Walkabout

13
ElleryQ ha scritto: @toyTony Runo, ho dovuto editare il tuo post perché (chi ci segue già dai tempi di WD lo saprà), per motivi di privacy, evitiamo che vengano inseriti testi completi o stralci di parti terze, anche se dovessero essere "standard".
Ho anche inserito il link all'agenzia come andrebbe fatto da regolamento ("Come inserire una CE o un'agenzia letteraria", che non è modificabile, perché è una regola, ma spiega, appunto, il "come fare"  ;) )
Chiedo scusa. Nonostante io legga molti forum e abbia seguito WD con attenzione e aspettato con trepidazione l'attuazione di Costruttori di Mondi, ho scritto poco, e quindi certe regole mi sono sfuggite... Grazie per aver curato il mio post, @ElleryQ 
P.S.: Non ho ancora capito come si inserisce una CE o una Agenzia Letteraria... te lo chiederò in PM quando sarà il momento  :)
have a  nice day!

Re: Agenzia letteraria Walkabout

14
Fabioloneilboia ha scritto: Non conoscendo il tuo manoscritto non posso certo permettermi di valutarlo, ma non si può neanche pensare che basti pagare qualche centinaio di euro per essere pubblicati da una big e le critiche vanno sempre accettate.
@Fabioloneilboia grazie per il tuo commento. Concordo su tutto, anche io mi chiedo se mai ho avuto possibilità, con loro; 
riguardo al tuo consiglio, purtroppo non credo nei concorsi e probabilmente sbaglio. Da ragazzo partecipavo a diversi concorsi letterari e in casa, da qualche parte, ho diplomi e targhe, addirittura una coppa perchè un concorso me l'ero vinto in pieno. Poi, questi feticci sono cose tristissime, che spariscono in qualche cassetto, assieme alle proposte che ti arrivano dalle case editrici a pagamento, alle quali, per fortuna, non ho mai creduto.

Cito l'unica frase che mi trova in disaccordo, perchè il mio sentimento e l'aspettativa nei confronti della Walkabout erano tutt'altro: pagare per avere un responso (chiamala valutazione, lettura o giudizio) professionale. Poi, se arrivava anche la botta di c, evviva! Ma non me la aspettavo a priori perchè "Pago e dunque sono"...

Re: Agenzia letteraria Walkabout

15
toyTony Runo ha scritto: aspettare che scocchi la mezzanotte dell'ultimo del mese perchè si apra lo Stargate per uploadare il materiale alla Vicky Satlow
Forse intendevi Ceccacci, ne so qualcosa perché tre giorni fa alle 00.00.01 mi sono avvalso di questo stargate  ;)

La Vicki Satlow che citi invece è forse in assoluto l'agenzia con la politica più trasparente: l'invio è gratuito (per quel che può servire), e se poi l'autore vuole una valutazione dell'opera a pagamento, viene delegata a un'altra agenzia associata. Ma sono due cose distinte, e l'autore può scegliere se acquistare un servizio editoriale o meno. In questo caso, almeno è consapevole che sta acquistando un servizio di valutazione, non un'illusione di rappresentanza.
Le regole del cavaliere

Re: [Agenzia] Walkabout Literary Agency

16
@toyTony Runo la mia esperienza è sovrapponibile alla tua.
Scrivo una mail all'agenzia, chiedo solo informazioni. Rispondono dettagliatamente e inviano il modulo per effettuare il pagamento. Conto le cartelle (350 circa), pago, inoltro il pagamento e tutto quanto da loro richiesto.
In anticipo sui tempi previsti, rispondono con una lunga scheda, 8/9 pagine.
Leggo avidamente. I commenti positivi iniziano a sommarsi - personaggi reali, dialoghi ottimamente scritti, ambientazioni quasi tangibili - e, insieme, arriva anche qualche nota critica - aggettivazione eccessiva, protagoniste sempre in movimento - su cui mi soffermo. A lungo.
L'aggettivazione eccessiva è un mio limite, un limite superabile con estrema facilità, ma mi accorgo che qualcosa stride. Alcune parti del mio manoscritto devono essere state lette velocemente e, forse, con superficialità perché vengono toccati punti marginali, non preponderanti nella vita e nello sviluppo delle tre protagoniste.
La conclusione è, come dicevo in apertura, identica alla tua: il mio romanzo non è adatto alle medie-grandi CE con le quali loro intrattengono rapporti lavorativi.
Delusa? In parte. Abbattuta? Mai.
Credo nel mio manoscritto, ho riso (molto) e pianto (moltissimo) mentre lo elaboravo. 
Quanto ai loro commenti, li incasso con signorilità e vado oltre perché polemizzare con un'agenzia che non mi inserirà nella propria scuderia mi ruba tempo ed energia.
Ho sbagliato a pagare per una scheda valutativa e una speranza? Forse. Ma, vorrei sapere quali sono le agenzie che leggono una (semi)esordiente (sì, mi sono sentita dire anche questo: ho già pubblicato, ma per alcuni sono una semi-esordiente. Se qualcuno conosce il significato di questa parole, prego, attendo lumi). 
E, come dice la favolosa Meryl Streep ne "Il Diavolo veste Prada": è tutto!

Re: [Agenzia] Walkabout Literary Agency

17
Cumulonembo ha scritto: Ho sbagliato a pagare per una scheda valutativa e una speranza? Forse. Ma, vorrei sapere quali sono le agenzie che leggono una (semi)esordiente (sì, mi sono sentita dire anche questo: ho già pubblicato, ma per alcuni sono una semi-esordiente. Se qualcuno conosce il significato di questa parole, prego, attendo lumi). 
E, come dice la favolosa Meryl Streep ne "Il Diavolo veste Prada": è tutto!
Purtroppo, essere considerati "semi-esordienti" può essere più penalizzante che essere "esordienti". 
Se sei esordiente, potresti pubblicare il tuo esordio con un editore medio-grosso (c'è anche chi esordisce con Mondadori o GeMS).
Se sei semi-esordiente, e hai esordito con un editore piccolo e poco qualificato, invece è difficile rientrare negli standard della medio-grossa editoria. 

Comunque, le agenzie che sulla carta valutano gratuitamente (a prescindere se si è esordienti o meno) sono:

Otago
Rita Vivian
Vicki Satlow
Gabriella Ambrosioni
Clementina Liuzzi
Ceccacci (i primi tre di ogni mese)

Inviando a queste agenzie gratuite, purtroppo, le possibilità di raggiungere un risultato sono bassissime, paragonabili all'invio diretto a un editore medio-grosso. Ma le possibilità sono altrettanto bassissime (se non persino inferiori) quando si richiede una valutazione a pagamento a un'agenzia che lavora con la medio-grossa editoria. In quest'ultimo caso, l'unica cosa per cui si veramente si paga è il fatto di ricevere una risposta (che le agenzie gratuite di cui sopra non danno). Allora la vera domanda è: due-trecento euro valgono una risposta, che al 99% sarà sempre e comunque negativa, con tutti i fastidiosi infingimenti del caso? Io direi decisamente no. Gli autori non dovrebbero più alimentare il mercimonio delle loro speranze. La regola aurea dovrebbe essere che l'autore non deve mai pagare per farsi pubblicare, e nemmeno per farsi valutare. 
Le regole del cavaliere

Re: [Agenzia] Walkabout Literary Agency

18
@Wanderer : UN GROSSO GRAZIE per i nominativi! 
Con Vicki Satlow ho provato, gli altri non li conoscevo: preparo il materiale (che aggiorno continuamente) e vado con gli invii...

Una domanda Off-Topic: vedo che l'elenco delle case editrici e delle agenzie è fermo da un pò... sono in errore?  ...ci sono problemi a completarlo?
Io mi offro come data entry (ho l'elenco completo di tutte le CE che erano nel WD)
Prima di avviare un argomento volevo testare se sto dicendo una cazzata o meno.

Re: [Agenzia] Walkabout Literary Agency

20
Attenzione a non andare OT, per cortesia.
Questo è il topic di Walkabout e non andrebbero citate altre agenzie.
toyTony Runo ha scritto: vedo che l'elenco delle case editrici e delle agenzie è fermo da un pò... sono in errore?  ...ci sono problemi a completarlo?
Io mi offro come data entry (ho l'elenco completo di tutte le CE che erano nel WD)
L'elenco è in progress. Noi ne abbiamo inserite inizialmente alcune con il link al WD e relative esperienze. Ora il WD non è più on line, per cui in questa lista è possibile inserire solo agenzie delle quali si hanno esperienze dirette, se invece non se ne hanno e si vogliono richiedere informazioni, il nominativo va inserito in "Sportello Assistenza", come specificato dal regolamento di sezione.

Re: [Agenzia] Walkabout Literary Agency

21
Cumulonembo ha scritto: Credo nel mio manoscritto, ho riso (molto) e pianto (moltissimo) mentre lo elaboravo. 
@Cumulonembo : grazie per aver condiviso la tua esperienza: mi fa sentire meno fuori luogo. Questa tua frase che cito è un po' il mio credo: confrontarmi aiuta, sprona.
ElleryQ ha scritto: Attenzione a non andare OT, per cortesia
vero, @ElleryQ , ma gli interventi di @Wanderer e di @Gualduccig  io li ho trovati preziosi e sono loro grato.

Per quanto riguarda la banca dati passata (WD), mi spiace molto non poterne tener conto e utilizzarla, anche solo come elenco, annotazione ordinata cui far riferimento e "provare", dopo di cui lasciare commenti. 

Per tornare a Walkabout, registro un modo di fare quasi standard per questa agenzia in cui, letti i presupposti sul loro sito, ho creduto. 
Resta il dubbio se rivolgersi ad una agenzia che fa pagare le 8-9 pagine di commento serva davvero a migliorarsi oppure no, visto che in dubbio è la professionalità della lettura.

Re: [Agenzia] Walkabout Literary Agency

22
toyTony Runo ha scritto: Una domanda Off-Topic: vedo che l'elenco delle case editrici e delle agenzie è fermo da un pò(ho l'elenco completo di tutte le CE che erano nel WD)
Scusate se vado OT, ma volevo chiedere a @toyTony Runo se era possibile, in privato, avere l'elenco delle CE. Io avevo iniziato a copiare i nominativi ma ero arrivata alla lettera I (di Italia) quando in sito è stato chiuso e ho rosicato tantissimo!!!

Re: [Agenzia] Walkabout Literary Agency

25
Voglio condividere la mia esperienza con questa agenzia.
Ho chiesto una scheda di valutazione (in base a loro tariffe) di un romanzo storico.

Dato che avevano un po' di ritardo rispetto alla scadenza prevista, ho mandato un messaggio un po' ironico per dire che "friggevo" nell'attesa. Non era assolutamente polemico. Ho avuto risposta al messaggio (elemento positivo), ma con un tono da "maestrina della penna rossa" che pontificava su quanto una scheda di valutazione fosse un momento di crescita. Giustissimo, ma un po' eccessivo rispetto a quanto avevo scritto.

Poi è arrivata la scheda di valutazione. Sei pagine che iniziano con un riassunto della storia. Il romanzo è stato letto sicuramente con attenzione. Alcuni rilievi erano ben fondati, altri sembravano aggiunti un po' per arrivare a sei pagine. Ad esempio contestare che alcune volte era scritto "astrologi" e altre "astrologhi"....

Una valutazione a mio avviso sicuramente professionale, contestabile in diversi punti come ogni valutazione. Quello che è completamente mancato è stato il lato "umano" di interazione. Dentro c'erano 8 anni (intermittenti) di lavoro: si puo' essere schietti, ma con equilibrio.
Alla fine quel che mi resta è l'impressione di essere stato valutato dalla maestrina dalla penna rossa....