Re: [Agenzia] Rita Vivian

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ekatia ha scritto: Più o meno dopo quanto tempo devo considerare che non arriva risposta?
Io ho spedito alla Vivian due volte. La prima mi è arrivata una succinta risposta di presa in carico ("Leggiamo, grazie"). La seconda nulla. In entrambi i casi non ho più avuto riscontri. L'unico autore che ricordo avesse accettato di rappresentare, aveva ricevuto risposta dopo poche settimane. Quindi sì, i tempi canonici se non specificati sono di 3-6 mesi, ma se c'è un interesse agenti ed editori rispondono presto, altrimenti meglio cercare altre strade
Non sono un visionario. Mi professo un idealista pratico. (Gandhi)
Qualunque sia il tuo nome (HarperCollins)
La salvatrice di libri orfani (Alcheringa)
Il lato sbagliato del cielo (Arkadia)
Il tredicesimo segno (Words)

Re: [Agenzia] Rita Vivian

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@Rototom 
In un mondo ideale sarei d'accordo con te, ma purtroppo la realtà è ben diversa, e bisogna prenderne atto. 
Le case editrici hanno rinunciato da vent'anni a svolgere il ruolo di operatori culturali, perché dovrebbero farlo gli agenti, che sono solo intermediari?
Un agente serio guadagna solo sui proventi dell'autore, quindi è normale che sia alla ricerca di testi che possano avere un buon ritorno economico. 

Comunque, io ho inviato alla Vivian lo scorso luglio, e non ho mai ricevuto risposta, quindi ne deduco che non era un "buon affare". 
Le regole del cavaliere

Re: [Agenzia] Rita Vivian

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Rototom ha scritto: @Wanderer Ma io volevo solo essere di stimolo a scrivere e proporre buoni affari. Magari per Netflix, Amazon, ecc. Il mondo è loro. 
Oggi le cose stanno così, saper scrivere è un optional e neanche di quelli più gettonati. Domani, non è dato sapere: magari un bel black-out mondiale di lunga durata provvederà a riportare tutto a condizione umana.
Mario Izzi
2025 - Sopravvissuti
(in)giustizia & dintorni
Dea
[/De gustibus non est sputazzellam (Antonio de Curtis, in arte Totò)]

Re: [Agenzia] Rita Vivian

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@Rototom @Cheguevara 

Purtroppo è come dite. Ormai la scrittura è affidata più agli editor (che sono diventati dei semi-ghostwriter) che agli stessi scrittori. E ciò che determina se la proposta è interessante o meno non è tanto la scrittura in sé, ma la spendibilità commerciale dell'idea e del nome dell'autore. Tuttavia, dissento su un punto: a determinare il mercato dei libri non sono pure logiche economiche in senso stretto - almeno fosse così! - ma logiche sociopolitiche. Mi spiego. I grandi gruppi editoriali oggi sono legati a gruppi politico-economici, e il loro obiettivo non è quello arricchirsi tramite la vendita diretta dei libri - anzi, a differenza dei piccoli editori possono andare in perdita su alcuni titoli - bensì utilizzare l'editoria per aumentare il loro potere, la loro influenza, il loro prestigio, il loro controllo sul tessuto sociale. Buona parte degli editori "big" non pubblicano libri per essere letti, e i loro lettori non comprano libri per leggerli. Secondo voi quanti di quelli che acquistano i libri dei vari Vespa, Gruber e Cazzullo li leggono da cima a fondo? Acquistare uno di questi libri è come acquistare una copia del Corriere o del Fatto Quotidiano. Ne puoi leggere il 15%, ed è sufficiente. Che senso ha chiedersi se questi autori "scrivono bene" o meno, nella misura in cui i prodotti editoriali vengono confezionati da un team di professionisti, e non dal singolo "autore"? 

Si potrebbe pensare che nel mondo della fiction e dei piccolo-medi editori le cose vadano diversamente, ma questo è vero solo fino a un certo punto. Innanzitutto, anche nel campo dei piccoli e dei medi editori sono i grandi a dettare legge e a condizionare il mercato. Basti pensare che il gruppo Messaggerie (a cui fanno capo i marchi GeMS) distribuisce la stragrande maggioranza dei medio-piccoli editori italiani: se questi vogliono sopravvivere, devono andare a bussare alla porta del "big" e far aumentare il potere del colosso. In secondo luogo, la letteratura in generale ha assunto certe connotazioni "intellettualoidi", e le tendenze letterarie che oggi vanno di moda - anche nel campo della fiction - sono fortemente condizionate da logiche sociopolitiche, quelle su cui si fondano interi cataloghi e strategie commerciali di grossi e medi editori. Non voglio buttarla io stesso in politica, ma è un innegabile dato di fatto che se oggi un romanzo tocca certi temi - che siano l'immigrazione, la violenza sulle donne, l'omosessualità o altro - ha molte più potenzialità commerciali di un altro che ne tocca altri, o che punta soltanto sull'esperienza estetica dell'opera, senza fare la morale al lettore e senza contarminarsi con l'attualità politica. Al giorno d'oggi non esiste più "l'arte per l'arte" né "la letteratura per la letteratura", perché lo scopo principale non è più l'esperienza estetico-letteraria derivante dalla lettura del libro, com'era in passato, ma sono diventati altri, di natura extra-artistica ed extra-letteraria. A farne le spese sono state le forme di scrittura più tradizionali, come la poesia e i racconti, che sono ai margini del mercato, ma ormai anche i romanzi ne risentono fortemente, e oggi per chi scrive romanzi le possibilità sono due: o scrivere un romanzo "di genere" (che però sarà quasi sicuramente pubblicato da un micro editore e non avrà mercato) oppure adeguarsi alle tendenze mainstream, che sono le uniche prese in considerazione dalle agenzie letterarie e dai medio-grossi editori. 

In questa situazione, quanto importa oggi se un autore sa scrivere bene, e se l'opera ha un'intrinseca qualità letteraria, un simbolismo estetico?
In alcuni casi potrebbe essere una condizione necessaria (non sempre lo è), ma i fattori veramente determinanti sono di altra natura. 

Scusate l'off topic. 
Le regole del cavaliere

Re: [Agenzia] Rita Vivian

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Ho telefonato alla Vivian, prima di inviarle in lettura il mio manoscritto, nel giugno del 2020. Parlammo un po', mi disse che mi avrebbe fatto sapere anche in caso di risposta negativa e le inviai il testo. Ad oggi non ha risposto ma non mi interessa perché ad agosto 2020 sono stato preso da Kalama.
«Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato».
Francis Scott Fitzgerald, Il grande Gatsby

Re: [Agenzia] Rita Vivian

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Sjø ha scritto: Ad oggi non ha risposto ma non mi interessa perché ad agosto 2020 sono stato preso da Kalama.
Be', cavolo, digli poco :D Una delle agenzie più importanti. Sono del tutto OT, lo so, ma sarei davvero curiosa di sapere qualcosa in più della tua esperienza (nella sezione dell'agenzia in questione che ho visto hai aperto, ma senza aggiungere niente). Io sulle agenzie ci ho messo la proverbiale pietra sopra, ma può essere utile per altri sapere come ci sei arrivato o che tipo di libro hai proposto. Complimenti intanto!
Comunque, a distanza di nove mesi, neanch'io ho più avuto risposta dalla Vivian...
Non sono un visionario. Mi professo un idealista pratico. (Gandhi)
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La salvatrice di libri orfani (Alcheringa)
Il lato sbagliato del cielo (Arkadia)
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Re: [Agenzia] Rita Vivian

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Ciao @Silverwillow. Avevo messo nell'apposita sezione il link al WD ma il sito non è più accessibile nemmeno come consultazione (a differenza di quanto, mi sembra, fosse stato garantito).
Vado quindi nella discussione di Kalama e riporto la mia esperienza facendo copia/incolla da quella sul forum di Ultima Pagina (mi sono iscritto a entrambi ma il WD manca tanto).
«Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato».
Francis Scott Fitzgerald, Il grande Gatsby

Re: [Agenzia] Rita Vivian

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La mia esperienza con Rita Vivian.
Invio di un testo di narrativa letteraria (in formato Word, con estensione .doc) nell’ormai lontano dicembre 2019. 
Nessuna risposta nonostante l’impegno esplicito, presente ancor oggi sul sito, di comunicare “in ogni caso” all’autore un riscontro della lettura.
Senza obblighi in tal senso e con la regola del silenzio-rifiuto vecchia quasi quanto l’editoria, il motivo per cui un agente dovrebbe promettere qualcosa che non ha interesse/non ha voglia/non è in grado di mantenere resta per me un mistero insondabile.

Re: [Agenzia] Rita Vivian

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Ciao, sono interessata all'argomento. Ho scritto a questa agenzia circa una settimana fa. Leggo che ad alcuni ha risposto che non sono interessati, ad altri invece nisba, neanche una parola. Non mi so regolare. risponde, non risponde anche se è un no? 
Vabbè, vado a meditare dietro la lavagna sulle stranezze del mondo che ruota attorno all'editoria.
Se mi risponderà vi racconterò la telefonata (perché ho anche telefonato prima di inviare  il malloppo). Da bbbrividi! 
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