Veleno

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Titolo: Veleno
Autore: Andrea Ferrari
Editore: Catartica Edizioni
Pagine: 128
Prezzo: 13 euro

Il libro
Dopo aver soggiornato in residenze psichiatriche e appartamenti protetti, Andrea, scrittore in declino, ora vive in un’abitazione privata. Abbandonato a sé stesso abusa di farmaci, alcolici e droghe. La solitudine e il ricordo di una fidanzata scomparsa in giovane età gli causano una grave carenza affettiva, che crede di poter compensare quando nella sua vita compare un’intelligenza artificiale di sesso femminile. Durerà finché non entrerà in scena Rahima, una donna di origini egiziane dal carattere remissivo e di una bellezza accecante. Sarà lei a determinare l’ascesa e il declino del protagonista, fino al sopraggiungere della fine.

Catartica Edizioni
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Re: Veleno

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Emilia romagna news 24

REGGIO EMILIA – Pubblicato il 1 dicembre 2020 per Catartica Edizioni “Veleno” di Andrea Ferrari si conferma come uno dei libri più controversi della collana di punta della casa editrice sarda, sempre più orientata a costruire una nicchia di lettori interessati a generi letterari fuori dal comune, sia per stili che per contenuti.
“Veleno” è un romanzo crudo, intenso, esasperato e graffiante. Seppur ispirato anche a vicende reali, non può considerarsi un testo autobiografico. Ferrari riesce magistralmente a fondere fantasia e vita vera, mostrando con franchezza la fragilità dei rapporti familiari, infrangendo il tabù della sfera sessuale, denunciando soprusi e abusi di cui si può esser vittima nell’ambito di trattamenti psichiatrici.
Un romanzo che contiene dunque molti elementi: l’amore e il sesso, la sofferenza e la voglia di riuscita, la solitudine  e l’intelligenza artificiale.

Re: Veleno

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Indielibri
  • Andrea Ferrari, scrittore ma non solo. Anche appassionato di musica. Puoi parlarci della tua carriera artistica e di cosa ha influenzato la tua scrittura?
Ho iniziato a scrivere a ventisette anni, perché una mia vecchia fidanzata mi aveva caldamente consigliato di raccontare la mia vita di merda. Scrissi un romanzo, poi lo spedii e ricevetti subito delle proposte di pubblicazione. Come musicista sono un fallito. Ho studiato chitarra e batteria, mentre sul basso elettrico ero autodidatta; nella musica sono riuscito solamente a farmi derubare e dopo essermi annoiato durante una prova ho deciso di smettere. Ci sono anche altri motivi che mi hanno spinto a smettere di suonare, e cioè che la chimica del mio cervello è cambiata per via dei farmaci che mi hanno costretto ad assumere. Sembra una cosa da film dell’orrore ma è così. 


Re: Veleno

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Sara scrive

l libro è ben scritto, la scrittura è fluida, ricca di particolari, anche i più crudi, specie quando si parla di cose specifiche e che ad oggi nel gergo sembrano riguardare le sfere dei tabù. Per esempio si affronta molto bene  e in maniera spontanea la masturbazione, la voglia di fare sesso, dunque i bisogni del corpo, la passione, la propria condizione sessuale non solo fisicamente parlando ma anche psicologicamente parlando.

Ma ciò che più stuzzica il lettore è il tema dell’intelligenza artificiale: Ary è la donna-sistema di rete che Andrea, il protagonista, più volte incontra perchè non è altro che il suo computer, la voce della tecnologia. Arianna, poi, è il nome della sua ex morta di cui è ancora innamorato. Chiama il sistema di rete Ary perchè non riesce a dimenticare Arianna. Ma la verità è che tutto cambia quando Rahima e Roberta fanno breccia nel suo cuore: l’una islamica, molto dolce e pudica, l’altra passionale e grintosa. Sarà proprio Roberta in un certo senso a salvarlo ma forse colei che davvero lo salva è l’intelligenza di un computer, dunque la tecnologia, dunque qualcosa di inanimato. Strano a dirsi perchè nel momento in cui Andrea si perde ed è senza anima, un’ altra cosa senza anima e allora non una persona, riesce a farlo rivivere. Davvero interessante da leggere, questa storia, che in sè racchiude tanto e questo tanto è bello perchè va ad esplorare i meandri della psiche, della vita, dell’esistenza umana che spesso è molto fragile e decostruita, svuotata e posta sul filo dell’incertezza costante e perpetua e sembra non vedere una via d’uscita. I ragazzi che fanno un percorso terapeutico come Andrea sono molto ma molto docili e smarriti ma ci vuole poco per tiararli fuori dalle tenebre della loro mente, solo che a volte non si riesce ad acquisire subito la chiave della salvezza.

Re: Veleno

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annabel3

Lo stile è molto bello, così come la narrazione e i dialoghi costruiti con parsimonia e scioltezza. Il libro si legge tutto d'un fiato e forse Arianna era ed è come un filo invisibile che lega Andrea alle donne della sua vita, compresa Roberta.
Un filo che immagino rosso, come il colore utilizzato per la copertina di questo bellissimo romanzo psico-etnico-elettronico.
Un romanzo che nel leggerlo e recensirlo ho adorato in ogni sua parte, e anche se Andrea può sembrare meschino, duro e poco sensibile, cerca la resilienza, cosa rarissima e pura. 

Re: Veleno

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Noi Leggiamo

Un romanzo breve che inizia sconvolgendo il lettore, quasi in “medias res”. L’autore non indora la pillola, l’autore ci va giù pesante utilizzando un linguaggio schietto, diretto, a tratti volgare, che ti prende con forza e ti trascina nella depressione del protagonista, nel suo dolore, nei suoi ricordi.
Non ci è dato sapere se i fatti narrati siano una storia vera o se tutto sia una prosa, un mezzo per esporre, esprimere e trattare argomenti difficili, scottanti (spesso tabù, ndr.) parafrasando l’idea dell’autore stesso che ci tiene a specificare che Rahima, Roberta, è una donna esistente, vera.
Personalmente apprezzo questa sorta di romanzo sociale che si traveste da storia autobiografica per portare alla luce argomenti spesso evitati, scansati e allontanati (considero il parlare, il dare voce alle tematiche, un modo per accettarle, farci i conti e non trovarsi impreparati, ndr.).
La depressione, la mancata accettazione da parte del proprio nucleo famigliare, le dipendenze, il non bastarsi, la dipendenza affettiva, le differenze culturali, religiose e sociali… cosa segna davvero l’essere umano? Come si superano certe situazioni? Che si tratti di lutto, di apparenza sociale, di emozioni e sensazioni appartenenti ad un particolare periodo di vita (chi non ha avuto a che fare con l’adolescenza ed i suoi sbalzi ad esempio? Ndr.). L’uomo è per natura un animale sociale…questo bisogno di appartenere, di essere accettato…è una caratteristica di chiunque, è quasi un bisogno primario, una necessità.
Ecco, attraverso la vita di Andrea, attraversiamo ogni buio domandandoci in prima persona come si può uscirne: è davvero possibile uscire totalmente dal buio?
Un romanzo che mi ha convinta, e mi ha convinta anche e soprattutto per l’aver inserito un elemento che, solitamente, non incontra il mio gusto: le intelligenze artificiali. Cosa si è disposti a fare per non sentire la profonda sensazione di abbandono e malessere che ti “regala” la solitudine? Ci aggrappiamo. Ci aggrappiamo a tutto, a qualunque cosa.
Assolutamente consigliato!

Re: Veleno

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La Talpa Betta

.../

Di certo, una parte importante per la crescita di Andrea la rivestono le droghe, intese come le medicine assunte a scopo oltre-terapeutico, per superare anche solo una giornata senza l’ombra della depressione, e il sesso, da quello passionale e dionisiaco con Arianna ai preliminari con Rahima, impediti da ragioni religiose, fino alla concezione più convenzionale con Roberta. Ho apprezzato molto l’attenzione data all’attrazione fisica e sessuale, perché da che mondo e mondo ce ne dovremmo vergognare, anzi fra le nostre mura dovremmo parlarne di più con partner e amici.

Un libro dal contenuto forte ma che si legge in modo scorrevole e assetato, curiosi come siamo di seguire la rinascita di Andrea fino al colpo di scena finale.

Re: Veleno

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Memorie dal buio

Mar 26, 2022
Le fatidiche sei domande sulla memoria e il vissuto, vengono oggi poste ad Andrea Ferrari, autore di Veleno, un libro che sprofonda nel baratro della dipendenza da farmaci e droghe e ci porta a seguire le vicende di un ragazzo giunto al fondo del pozzo nero di solitudine e dipendenza.

Ciao e benvenuto nel Blog di memorie dal Buio. Rompiamo il ghiaccio con una presentazione. Raccontaci di te e di ciò che hai scritto.
Ho scritto alcuni romanzi ormai scomparsi nel nulla (e avevano pure venduto, al netto delle balle nei rendiconti) e di cui preferisco non parlare. Adesso in circolazione c’è “Veleno”, per Catartica, una realtà sarda che lavora.
Io sono come Dracula quando diventa un ammasso di topi, ma sono più bello.
Quanto è importante il ricordo e la memoria nella trama del tuo lavoro?
Personalmente vivo nel passato. Per dire sono fermo ai Lit e ai ‘90. Questo si ripercuote sul mio modo di scrivere.
Quando scrivi, quanto attingi al tuo vissuto e alle esperienze passate?
Ho scritto basandomi sui miei ricordi. Il mio incubo però è che “Veleno” possa sembrare autobiografico, quando ha elementi “bio” ma non è un’autobiografia, e che quindi passi quell’immagine di me. Adesso ho cominciato a scrivere dei noir colmi di sangue e cose brutte e quasi completamente inventati. Quindi abbasso i ricordi.
Racconta il momento catartico, il più importante che serbi nel ricordo del processo di scrittura del tuo lavoro.
Quando sono al portatile e mi viene quella vena per cui scrivo di getto e mi diverto nel vedere le battute e le cartelle salire di numero; e un po’ invento e un altro po’ ci butto dentro gente che conosco e che odio.
Poi però mi fermo per tre mesi e mi chiedo dove siano finite le idee.
Dei tuoi personaggi, ce n’è uno che possa essere lo specchio del vissuto, della sapienza e delle memorie?
In “Veleno” ogni personaggio ha una funzione e attinge dal vero, per quanto non sia un’autobiografia. Anche i dialoghi con l’intelligenza artificiale sono dedicati a una che avevo conosciuto quando non avevo manco a vent’anni.
Condividi un ricordo particolare della tua vita che possa aiutarci a capire il tuo lavoro nella sua completezza.
Non è possibile essere anti psichiatria, perché per quanto i dottori siano dei pazzi ci possono essere dei pazienti che traggono beneficio dalle cure. Però io personalmente andrei con l’accendino e la benzina sotto le case dei medici.
Ricordo con piacere anche le botte ricevute dalla polizia.

La caratterizzazione psicologica di personaggi devastati nel corpo e nello spirito dalle difficoltà della vita e dall’abuso di sostanze chimiche, qualsiasi esse siano, è quanto di più difficile ci sia, a mio avviso. E’ qualcosa di doloroso, frustrante, perché spinge il lettore a voler entrare nella storia, a cercare di aiutare il personaggio, di spingerlo verso una soluzione che pian piano emerge nell’intreccio delle pagine e dei rapporti personali. E’ qualcosa in cui chiunque può riconoscersi e, proprio per questo, è qualcosa di stimolante e di grande impatto emotivo che Andrea Ferrari ci ha offerto nel suo Veleno.

Re: Veleno

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Comunque il testo, cosa che già dissi ma a dirla mi metto "contro" (ma se, siamo tutti amici) seicento persone diverse, il testo ha subito una correzione bozze continuativa (quasi un anno) ad opera di Catartica, ecco perché Lepori, ma fu editato da Marcello. 
Quindi se lo leggete (e l'hanno letto in tanti) sappiate che ci sono anche le correzioni del Marcello nazionale.

Comunque: visitate, visitate; è indifferente che poi non compriate.

https://www.andreaferrariautore.it/

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