Spigolature (titolo provvisorio) - frammento

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Era una bellissima ragazza di circa vent’anni, esempio luminoso di intelligenza e forza:poteva dare l’impressione di essere una persona molto chiusa e timida, ma bastava avere la possibilità di frequentarla e di conoscerla a fondo per rendersi conto che, in realtà, era una persona assolutamente squisita. Tuttavia, era lei stessa a far sì che chi la incontrava cominciasse a pensare che fosse una persona molto riservata, ma bastava osservarla quando tornava a casa, per capire che lì diventava un’altra persona. Sembrava compiacersi di operare una divisione così netta tra la vita che viveva quando usciva e la vita che aveva una volta chiusa la porta del suo appartamento; anzi, sembrava quasi meravigliarsene, anche perché sapeva di non essere più la Pamela di dieci anni fa. Adesso, lei coltivava molto di più l’aspetto privato della sua esistenza, anche perchè frequentava un ragazzo che diceva essere il suo fidanzato; e da un certo punto di vista lo era, anche perché quel giovane poteva fare delle cose che erano vietate a tutti gli altri. Ma
tutti sostenevano che, in realtà, fosse il suo migliore amico. Quando usciva da sola, era praticamente inavvicinabile: teneva sempre le mani in tasca,
guardava davanti a sé e rispondeva a monosillabi. Ma se era in compagnia con quel ragazzo, la si vedeva illuminarsi. Era impossibile rimanere indifferenti di fronte al loro rapporto straordinario che non aveva bisogno di parole. Le persone sorridevano sempre quando li vedevano insieme, ma non era raro che incontrasse qualche bulletto che, non sapendo cosa fare, sfogava la sua rabbia inespressa e il suo rancore nel vano tentativo di farla cadere o/e di far sì che lei si sentisse in colpa.
Sapeva bene che in paese girava voce che quello che aveva in essere col suo fidanzato fosse un rapporto ambiguo, ma Pamela sapeva bene che tutto ciò di cui parlava la gente in sua assenza, altro non era che un giudizio che nulla aveva a che fare con la realtà delle cose. La giovane, infatti, non
dava alcuna importanza a ciò che diceva chi non la conosceva, poiché l’unico pensiero davvero importante, era quello del ragazzo che amava.
Con lui, Pamela poteva permettersi anche di impostare dei discorsi impegnativi e di fare dei riferimenti coltissimi, segno di una cultura incredibile e di un’intelligenza fuori dal comune.

Re: Spigolature (titolo provvisorio) - frammento

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Il pezzo è un poco corto per dare una valutazione della trama, perché ci sono davvero poche informazioni sulla storia e su cosa avvenga o possa avvenire; non è un problema, anche perché credo che sia solo l'intro per una storia più lunga 

Ci sono però delle cose che non mi convincono, a partire dallo stile: narratore onnisciente e invadente a parte, la scelta delle parole è in alcune parti inutilmente simil-aulica e ricercata 
Luca Canetti ha scritto: bellissima
Forse servirebbe una descrizione della ragazza, perché usare solo questo aggettivo è troppo vago e lascia tutto il lavoro al lettore, oltre a non fornire nessun dettaglio preciso che possa fornire una base per visualizzare la protagonista 
Luca Canetti ha scritto: bastava avere la possibilità di frequentarla e di conoscerla a fondo per rendersi conto che, in realtà, era una persona assolutamente squisita.
Luca Canetti ha scritto: bastava osservarla quando tornava a casa, per capire che lì diventava un’altra persona
queste due frasi mi sembrano la ripetizione una dell'altra, espanderei o eliminerei la seconda; essenzialmente il concetto è lo stesso: Pamela si comporta in modo diverso a casa e fuori casa; dopo colleghi la cosa alla presenza del ragazzo/fidanzato, ma servirebbe almeno spiegare il motivo di questo comportamento, non necessariamente qui ma una distinzione di atteggiamento così netta deve essere motivata molto bene per essere credibile 
Luca Canetti ha scritto: frequentava un ragazzo che diceva essere il suo fidanzato; e da un certo punto di vista lo era, anche perché quel giovane poteva fare delle cose che erano vietate a tutti gli altri. Ma
tutti sostenevano che, in realtà, fosse il suo migliore amico.
Ti segnalo l'accapo di troppo dopo "ma". Il concetto mi pare un po' ingarbugliato e fumoso. Chi dice che il ragazzo è il fidanzato di Pamela? Pamela stessa o il ragazzo? "Poteva fare delle cose [...] vietate a tutti gli altri", scusami la malizia, ma mi viene in mente solo una cosa dopo l'introduzione che fai, e il fatto che non sia sicuro sia il fidanzato o un amico rende il tutto più ambiguo di quanto sia necessario. Se uno (Pamela o il ragazzo) sostengono di essere fidanzati, o l'altro smentisce o non vedo perché gli altri debbano credere siano solo amici; di solito accade il contrario: due si credono amici ma tutti li vedono come fidanzati 
Luca Canetti ha scritto: non era raro che incontrasse qualche bulletto che, non sapendo cosa fare, sfogava la sua rabbia inespressa e il suo rancore nel vano tentativo di farla cadere o/e di far sì che lei si sentisse in colpa.
Perché? Capisco che si possa spiegare anche in seguito, ma anche qui serve una motivazione di ferro per rendere Pamela il bersaglio di frequenti aggressioni, fisiche o verbali, da parte di "bulletti". Tenendo conto che stiamo parlando di una ragazza ventenne, mi viene da pensare che anche i "bulletti" abbiano la stessa età, quindi non parliamo di bambini o ragazzi che prendono in giro la compagna di classe per un qualche motivo infantile o "culturale" (banalmente Pamela potrebbe non essere italiana o venire da un'altra città), a vent'anni aggressioni simili sono al limite della piccola criminalità, cosa che deve essere giustificata 
Luca Canetti ha scritto: in paese girava voce che quello che aveva in essere col suo fidanzato fosse un rapporto ambiguo
Come sopra, perché? Da quello che si è mostrato e detto finora non mi pare ci siano delle ambiguità, a meno che la mia ipotesi precedente non sia vera, in quel caso posso concordare. In ogni caso andrebbe spiegato cosa gli altri vedono di "ambiguo" nel loro rapporto
Luca Canetti ha scritto: segno di una cultura incredibile e di un’intelligenza fuori dal comune.
Come in altri tuoi pezzi, questa mi pare un'inutile idealizzazione ed esaltazione della protagonista, che il narratore fa senza un buon motivo all'interno del racconto 

Re: Spigolature (titolo provvisorio) - frammento

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Bardo96 ha scritto: Il pezzo è un poco corto per dare una valutazione della trama, perché ci sono davvero poche informazioni sulla storia e su cosa avvenga o possa avvenire; non è un problema, anche perché credo che sia solo l'intro per una storia più lunga 

Ci sono però delle cose che non mi convincono, a partire dallo stile: narratore onnisciente e invadente a parte, la scelta delle parole è in alcune parti inutilmente simil-aulica e ricercata  Forse servirebbe una descrizione della ragazza, perché usare solo questo aggettivo è troppo vago e lascia tutto il lavoro al lettore, oltre a non fornire nessun dettaglio preciso che possa fornire una base per visualizzare la protagonista  queste due frasi mi sembrano la ripetizione una dell'altra, espanderei o eliminerei la seconda; essenzialmente il concetto è lo stesso: Pamela si comporta in modo diverso a casa e fuori casa; dopo colleghi la cosa alla presenza del ragazzo/fidanzato, ma servirebbe almeno spiegare il motivo di questo comportamento, non necessariamente qui ma una distinzione di atteggiamento così netta deve essere motivata molto bene per essere credibile  Ti segnalo l'accapo di troppo dopo "ma". Il concetto mi pare un po' ingarbugliato e fumoso. Chi dice che il ragazzo è il fidanzato di Pamela? Pamela stessa o il ragazzo? "Poteva fare delle cose [...] vietate a tutti gli altri", scusami la malizia, ma mi viene in mente solo una cosa dopo l'introduzione che fai, e il fatto che non sia sicuro sia il fidanzato o un amico rende il tutto più ambiguo di quanto sia necessario. Se uno (Pamela o il ragazzo) sostengono di essere fidanzati, o l'altro smentisce o non vedo perché gli altri debbano credere siano solo amici; di solito accade il contrario: due si credono amici ma tutti li vedono come fidanzati  Perché? Capisco che si possa spiegare anche in seguito, ma anche qui serve una motivazione di ferro per rendere Pamela il bersaglio di frequenti aggressioni, fisiche o verbali, da parte di "bulletti". Tenendo conto che stiamo parlando di una ragazza ventenne, mi viene da pensare che anche i "bulletti" abbiano la stessa età, quindi non parliamo di bambini o ragazzi che prendono in giro la compagna di classe per un qualche motivo infantile o "culturale" (banalmente Pamela potrebbe non essere italiana o venire da un'altra città), a vent'anni aggressioni simili sono al limite della piccola criminalità, cosa che deve essere giustificata  Come sopra, perché? Da quello che si è mostrato e detto finora non mi pare ci siano delle ambiguità, a meno che la mia ipotesi precedente non sia vera, in quel caso posso concordare. In ogni caso andrebbe spiegato cosa gli altri vedono di "ambiguo" nel loro rapporto Come in altri tuoi pezzi, questa mi pare un'inutile idealizzazione ed esaltazione della protagonista, che il narratore fa senza un buon motivo all'interno del racconto 
Eccomi! Ti rispondo volentieri. Il discorso è che Pamela sa che quel ragazzo è ilsuo fidanzato; sono degli estranei che, per questioni diverse, hanno messo in giro la voce che si tratta del suo migliore amico. Grazie per i consigli
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